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#5

Ottobre 2025

Una rivista periodica sotto forma di newsletter


Indice
2
Editoriale
Pensieri e riflessioni del mese.
7
Guitar-Nauti del Mese
I nostri studenti e le loro storie.
9
Ultime dal Blog
Approfondimenti e articoli dal nostro sito.
10
Strumenti del Mese
Le novità più interessanti in fatto di gear.
12
Prossimi Appuntamenti
Eventi e promo da non perdere.
13
Cultura Chitarristica
Aneddoti e curiosità dalla storia della chitarra.
14
Il Sondaggio del Mese
Dicci la tua opinione e partecipa.
15
Ultime dal Mondo della Musica
Notizie fresche dal panorama musicale.
16
La Citazione del Mese
Una frase ispiratrice per chi ama la chitarra.
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✍️ EDITORIALE
Pensieri e riflessioni del mese.
di Claudio Cicolin

L'era delle relazioni vere


Caro/a Guitar-Nauta,


È da ormai oltre 25 anni, da quando cioè la rivoluzione di internet ha fatto la sua esplosione, che si pone una sorta di contrapposizione tra online vs offline, virtuale vs reale.


E anche tra analogico vs digitale, per usare un esempio familiare a noi chitarristi. Ma il tema di cui voglio parlare oggi non è l'annosa competizione tra suono caldo valvolare e suono freddo digitale.


Ciò su cui sto riflettendo molto ultimamente ha invece a che fare con le relazioni umane, quanto contino al giorno d'oggi e quanto lo faranno nel prossimo futuro.

E comunque, alla fine di questo editoriale, vedremo come tutto questo impatti fortemente anche sulle nostre amate lezioni di chitarra.


Come abbiamo detto, l'irruzione dei rapporti di tipo digitale ha ormai più di mezzo secolo, non esattamente una novità, insomma.


Non passa giorno in cui non arrivi qualcosa di nuovo in tal senso. Ma è più o meno ogni lustro che si è avuto uno "scalone", un grande passo in avanti che ci ha connesso maggiormente in digitale e ci ha forse allontanato come persone.


Entrambe le modalità di interazione - per semplicità definiamole "digitale" e "di persona" - hanno dei pro e dei contro, come è ovvio.
Da parte mia sono perfettamente consapevole che la realtà in cui ci troviamo a comunicare io e te, che mi leggi in questo momento, è figlia della prima: Lezioni-Chitarra.it è un prodotto dell'era digitale. Questa parte di carriera mia e delle altre persone che collaborano, è stata possibile grazie all’esistenza di internet.


In altre parole, se questa rivoluzione non fosse avvenuta, probabilmente io e te non ci saremmo mai conosciuti, né di persona, né virtualmente.
Sono quindi un deciso sostenitore di quasi tutto ciò che è digitale. Tuttavia, più l'evoluzione ha il suo corso, più è inevitabile porsi alcuni interrogativi.


Facciamo un rapido riassunto per chi era distratto, gli "scaloni" che ci hanno portato fin qui sono stati più o meno i seguenti: internet da fine anni '90, email e primi messenger dal 2003, social dal 2008, smartphone dal 2011, WhatsApp dal 2013.


Chi era presente agli albori di MySpace? Io c’ero.

Una tipica conversazione nel 2025

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L'alba di una nuova era


Magari, se guardi a tutto questo, anche tu pensi a qualcosa di piuttosto moderno e comunque “finto”, in contrapposizione ai rapporti “veri” di persona. Quante volte, parlando di corsi online, abbiamo sentito frasi tipo “lascia perdere queste diavolerie moderne, vai da un maestro vero!”. Ancora oggi tanti parlano di “nuove tecnologie”, riferendosi a internet.


Va anche detto che “vecchio” e “nuovo” sono concetti relativi e la loro percezione varia per ciascuno di noi, anche in base all’età anagrafica.


La cosa certa è che siamo però alla vigilia di un ulteriore passaggio epocale, che ci farà rimpiangere questo quarto di secolo e lo farà sembrare vecchio, arretrato quanto fare strumming su una clava o trasmettere il segnale audio col piccione viaggiatore.


E soprattutto rappresenterà il colpo di grazia alla distinzione tra ciò che è reale (o almeno incentrato su qualcosa di reale, come una video-lezione di un insegnante) e ciò che è solo una sequenza alfanumerica.

Sto parlando ovviamente dell’irruzione dell’intelligenza artificiale nell’uso di massa, più o meno dal 2024.


Non so quanto tu sia aggiornato su questo, ti do giusto un piccolo riferimento: è notizia di questi giorni che più del 50% dei testi scritti online è stato generato da intelligenza artificiale; ha quindi ufficialmente superato la quota di quanto scritto da esseri umani.


Non ho dati per quanto riguarda il lato video ma, già oggi, su piattaforme come Instagram, TikTok e anche YouTube, siamo sommersi da video finti: ritraggono persone che non esistono, fatti mai avvenuti e quasi del tutto indistinguibili dalla realtà.


Secondo alcuni osservatori, entro pochi mesi arriveremo ad una situazione di confusione totale, con un calderone in cui convivranno sullo stesso piano video reali, finti e vie di mezzo (i più insidiosi).


La cosa peggiore è che moltissime persone sono totalmente inconsapevoli di ciò che sta avvenendo. L’azione normativa è invece miope, inadeguata e letalmente lenta: non è ancora stata in grado di affrontare i nodi del “vecchio” internet, figuriamoci questi.


Ma la rivoluzione non si limita certo a testi e video, sta abbracciando gli ambiti più disparati.
Un esempio, divertente e inquietante al tempo stesso? Presto ognuno di noi potrà avere un proprio clone digitale: una replica virtuale che ragiona e pensa esattamente come faremmo noi. Nelle app di dating e incontri, tipo Tinder, saranno i cloni digitali dei due spasimanti ad incontrarsi, per capire preventivamente se ci possa essere affinità o meno.


Voglio precisare che il sottoscritto, in linea di massima, non è affatto contrario o ostile verso il progresso tecnologico: come ho già detto gli devo anzi moltissimo, soprattutto a livello professionale. E in generale sono piuttosto affascinato da tutti quegli strumenti che mi permettono di essere più efficiente, perdere meno tempo su cose che non mi appassionano e guadagnarne per fare quelle che amo.


Ma ciò non significa che gli interrogativi che si porta dietro non mi preoccupino.
Dove ci condurrà tutto questo?
Al momento, e alla velocità con cui evolvono le cose, è quasi impossibile immaginare i contorni esatti degli scenari futuri: c’è chi dice che già nel 2027 saremo tutti morti o schiavi degli automi, come nel film The Matrix.

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Pillola rossa o pillola blu?

La scelta


Negli ultimi due decenni tutto è diventato sempre più divisivo, le persone sembrano via via più inclini a schierarsi come tifoserie, che si parli di politica, medicina, guerra o tipo di chitarra da utilizzare.


Immagino quindi che, da qui in avanti, ci divideremo in due grandi religioni: gli adepti dell’AI e i discepoli dell’anti-AI.

È anche molto probabile che si verifichi una vera e propria rinascita di tutto ciò che è relazione di persona, proprio come risposta, come rigetto al “fintume” del mondo virtuale. Un po’ come il potente ritorno al disco in vinile a cui abbiamo assistito negli ultimi anni, ben documentato dai risultati del sondaggio che puoi vedere più avanti nel Magazine.


Si tratta di un fenomeno che già il marketing e tante aziende stanno facendo proprio: proporre servizi sempre più personalizzati, in cui la relazione umana torni a essere al centro.


Quello che personalmente mi chiedo è: sarà proprio indispensabile fare una scelta di campo netta? Decidendo da che parte della barricata stare? E se non so decidere? E se poi cambio idea?


A me onestamente non spiace l’opzione di un modello ibrido, che veda l’affermarsi di nuove tecnologie a braccetto con oasi e risacche di relazioni umane sempre più autentiche. 

In altre parole preferirei non dover rinunciare all’una o all’altra.

E tu, dovessi scegliere, da che parte ti schiereresti? 

Opteresti per la pillola rossa o quella blu, continuando con la metafora del già citato The Matrix?


Io, potendo. me le papperei entrambe.

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E cosa dire di noi


Potresti pensare che tutta questa supercazzoRa (eh sì, la versione corretta e originale è con la “r”, anch’io ci sono rimasto di sasso quando l’ho scoperto…) non c’entri nulla con noi Guitar-Nauti, in realtà secondo me c’entra eccome.


La prima cosa che viene da chiedersi è se l’AI spazzerà via, assieme ad altre decine di professioni che ha già condannato al patibolo, anche il settore dei corsi online come i nostri. 


Su questo onestamente sono abbastanza tranquillo. Molto Probabilmente tra poco potremo chiedere a Chat GPT qualcosa tipo “crea una serie di video-lezioni uguali a quelle di Cicolin ma tarate esattamente sulle mie esigenze e tenute da un’insegnante uguale a Scarlett Johansson”. Sicuramente si tratterà di un avversario difficile da battere. 


Ma nel mio piccolo - non volermene cara Scarlett - credo che continuerò comunque ad avere i miei argomenti e punti di forza: so di per certo che tanti, nonostante gli stessi temi e contenuti si trovino ovunque online, vogliono che quelle cose siano spiegate proprio da me.

E lo stesso vale per gli altri insegnanti di Lezioni-Chitarra.it-


In altre parole si è creato un legame che credo rimarrà sempre, a prescindere dai cambiamenti tecnologici che potranno avvenire.


Detto tutto questo, rispondiamo però a quella che secondo me è la domanda cruciale: 



è possibile per una realtà come la nostra, introdurre un maggior livello di interazione umana con gli utenti?



Già da tempo noi dello staff di Lezioni-Chitarra.it ci stiamo chiedendo se e come farlo, individuando una manciata di opzioni: vediamole insieme e capiamone la fattibilità.


1 - Sessioni individuali insegnante/studente: alcune realtà a noi concorrenti hanno introdotto questo strumento ma, al di là del cappello o paternità data dal sito che la promuove, non si distingue molto dalle normali lezioni in video-call, e pertanto non rappresenta questa grande novità. Nella nostra community in particolare, avendo decine di migliaia di studenti, appare francamente poco praticabile, allo stato attuale.


2 - Figure tutor: questa è un’altra idea su cui stiamo ragionando; si tratterebbe di avere degli insegnanti a cui fare riferimento ogni qual volta si ha un dubbio nello svolgimento dei nostri corsi. O semplicemente per valutare i progressi fatti man mano. Sempre per via dei numeri di iscritti, si tratterebbe necessariamente di un servizio aggiuntivo a pagamento, riservato esclusivamente a chi è interessato. Magari su questo mi piacerebbe sentire il tuo parare, potremmo anche inserirlo nel sondaggio di uno dei prossimi numeri del Magazine.


3 - Spazio community: come detto già qualche tempo fa, stiamo lavorando a una pagina/luogo dove confrontarsi, con noi, con gli altri Guitar-Nauti. Non esattamente “di persona”, ne sono consapevole, ma comunque una forma di interazione vera e costruttiva. Dovrebbe arrivare nella prima metà del 2026.

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Lo storico Meeting dei Guitar-Nauti a Firenze, qualche anno fa.

4 - Incontrarsi di persona, davvero: non è ovviamente possibile farlo con tutti e ovunque nello stesso momento; siamo decine e decine di migliaia, sparsi per tutto lo Stivale. Ma già ormai da oltre 10 anni, organizziamo o partecipiamo a degli eventi, in vari luoghi d’Italia, dove potersi incontrare di persona.


Fiere, Seminari, ritrovi che ci hanno permesso di conoscere centinaia di Guitar-Nauti, conservo gelosamente le tante foto ricordo. Un'occasione speciale fu a Firenze ormai diversi anni fa. E poi le varie fiere di settore dedicate alla chitarra, come quella di Bologna lo scorso maggio, altre a Roma, a Padova e in altre città ancora.


Ebbene! Proprio tra una settimana ci sarà un’occasione imperdibile, soprattutto per chi è di casa nel nord Italia, ovvero SHG-Music Show, l’1 e 2 novembre a Milano. Per tutte le informazioni dettagliate ti rimando alla sezione Prossimi Appuntamenti, più in basso nel Magazine.


Quello che ti posso dire da parte mia è che, in attesa di capire se l’intelligenza artificiale ci sostituirà tutti, questi eventi rimangono delle opportunità preziose per conoscersi e incontrarsi veramente.


Ogni volta andarci si è rivelato qualcosa di davvero speciale e divertente, con qualcuno che mi dice “non pensavo esistessi veramente”, e altri che credono che io sia h24 su YouTube, ci viva e ci dorma anche.


Tutto questo per dire: se ti è possibile vieni il prossimo weekend a SHG: è un evento pazzesco, con chitarre e ospiti pazzeschi. Abbiamo pensato a due momenti precisi per vedersi tutti assieme, ma anche se mi incontri casualmente per i corridoi, fermami per un saluto: sono sempre stato un po’ timido, ma col tempo sono migliorato e ho imparato a gestirlo! 😂


È veramente così: una volta il fatto di essere riconosciuto mi imbarazzava moltissimo, oggi so invece apprezzare questi momenti e a spremerli a fondo, prendendo tutto ciò che è possibile a livello di relazioni umane, visto che stanno diventando qualcosa di sempre più raro e, pertanto, prezioso.


Ora come al solito lascio la parola al resto del Magazine, sempre più ricco, sempre più nostro.


Buona lettura!


Con affetto, Claudio

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🎙️ GUITAR-NAUTI DEL MESE
I protagonisti della nostra community.

Conosciamo Gian Luca

Nome?

Gian Luca Bazzetta

Età?

60

Da dove vieni?

Sono di Verbania ma vivo a Firenze

Da quanto tempo suoni?

Dal 2020.

Acustica o elettrica?

Elettrica.

Genere/artisti preferiti?

P.Floyd, Led Zep, GNR, AcDc, Eagles, Clapton, Santana, Beatles, la lista è lunga :)

Suoni da solo o hai una band?

Solo in cuffia.

Un tuo punto di forza sulla chitarra?

Non credo di avere un punto di forza se non la costanza.

Un tuo punto debole?

Lentezza mano sinistra.

Segui corsi di Lezioni-Chitarra.it? Quali?

Mai più principianti, Acustico Intermedio, Rock intermedio, Caged facile, Fingerstyle Facile, Tecnica Allenam., Basso facile, altri.

Racconta in breve la tua strumentazione.

Ho tutto Harley Benton, strato HSH, strato SSS, replica SG, Basso, scheda audio Behringer UMC204HD, Reaper come DAW e guitar rig 7.


Racconta il tuo rapporto con la chitarra

Fin da ragazzo mi sarebbe piaciuto imparare, solo durante il periodo covid sono riuscito a trovare il tempo, per un anno come autodidatta, poi seguendo i corsi. Riesco esercitarmi circa 1h al giorno, mi piace e mi rilassa.

Racconta un breve aneddoto o curiosità su te e la chitarra

Beh, come ossessione ho quella dei Pink Floyd, suono quasi esclusivamente quello anche se essendo nato nel 1965 adoro tutto il rock, quello Vero :) 

Cosa potresti dire che sia d’ispirazione per altri?

Ai giovani direi: abbiate costanza e divertitevi.

A chi ha la mia età e sta iniziando ora: buttatevi, è divertentissimo, non diventeremo PETRUCCI ma come dicono qui a Firenze "ci si diverte a bestia!!"

Programmi per il futuro?

Visto l'età e il poco tempo spero di migliorare un pochino e avere più sicurezza sullo strumento, sicuramente avrò più tempo quando andrò in pensione.

Fai un saluto ai Guitar-Nauti.

Ciao a tutti ragazzi/e, suonate e divertitevi come non mai!!! Un abbraccio a tutti e una forte stratta di mano a CLAUDO.


Gian Luca



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Conosciamo Gianluca

Nome?

Gianluca Rudino

Età?

34

Da dove vieni?

Liguria

Da quanto tempo suoni?

18 anni.

Acustica o elettrica?

Acustica e elettrica.

Genere/artisti preferiti?

Beatles, Guns n' Roses, Battisti, Vasco, Rolling Stones, Led Zeppelin.

Suoni da solo o hai una band?

Da solo.

Un tuo punto di forza sulla chitarra?

Senso autocritico.

Un tuo punto debole?

Poca tecnica.

Segui corsi di Lezioni-Chitarra.it? Quali?

Teoria in Pratica.



Racconta in breve la tua strumentazione.

Chitarre + ampli e qualche pedale (pochi, tipo accordatore, wah e booster).

Racconta il tuo rapporto con la chitarra

La mia abitudine serale più intima.

Racconta un breve aneddoto o curiosità su te e la chitarra

Ho avuto lunghi periodi in cui pensavo di aver perso la voglia di suonare. Ogni volta però qualcosa ha riacceso la scintilla.

Cosa potresti dire che sia d’ispirazione per altri?

Canzoniere dei Beatles e chitarra acustica: stimoli assicurati.

Programmi per il futuro?

Band da 4 persone con amici del mio primo gruppo a 17 anni.

Fai un saluto ai Guitar-Nauti.

Ciao a tutti e buone schitarrate!


Gianluca



🎙️ Partecipa a "Guitar-Nauti del mese" Clicca qui!

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📝 ULTIME DAL BLOG
Gli articoli più recenti dal nostro sito.

Arpeggi Pop: Let Her Go


In questa rubrica, Lorenzo Favero ci guida alla scoperta degli arpeggi fingerstyle più interessanti del pop contemporaneo.




5 Pezzoni Rock che spaccano in acustico


Chi ha detto che i pezzi rock funzionano bene solo con un mare di distorsione?




BB King: la biografia del Re del Blues


Un articolo che ricostruisce la storia di questo gigante della chitarra.




Bluesbreakers With Eric Clapton


Filippo Vaglio ci racconta racconta come Bluesbreakers with Eric Clapton abbia consacrato Eric Clapton come icona del blues-rock.





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🎸 STRUMENTI DEL MESE
Novità di chitarre, ampli ed effetti più interessanti.

PRS SE Special Semi-Hollow

È sempre tempo di GAS (Gear Acquisition Syndrome) anche in questo ottobre 2025: prepara il portafoglio e nuove scuse per il/la partner: ci sono novità grosse. 


🎛️ PRS SE Special Semi-Hollow — Paul Reed Smith aggiorna una delle sue chitarre più eleganti: corpo semi-hollow (cassa vuota sottile), doppio humbucker, coil-split, manico in acero satinato e finiture da boutique. Suona grande, pesa poco e ti fa sembrare più raffinato di quanto pensavi.
💲Prezzo? Circa €950-1.200.


🎛️ Harley Benton CLF-50E Parlour — piccola, scintillante, economica: la nuova acustica parlour di Harley Benton sembra uscita da un film in bianco e nero ma con pickup pronti per l’home recording. Perfetta per chi suona blues, folk ma... in piccolo.
💲Prezzo? Intorno ai €179-199.

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🎛️ MXR Randy Rhoads Distortion+ Concorde Edition — omaggio al leggendario chitarrista di Ozzy, riprende l’estetica bianco-oro della sua Jackson Concorde e il suono “crunchy” dell’originale Distortion+. Una chicca per chi ama l’hard rock anni ’80, o per chi sente ancora il richiamo del vinile e delle giacche di pelle.
💲Prezzo? Intorno ai €150-170.


🎛️ Blackstar IDX 100 — ampli digitale da 100 W con simulazioni ampli e oltre 35 effetti integrati. Interfaccia moderna, suono credibile, e una cosa impagabile: puoi suonare alle 2 di notte con le cuffie senza che nessuno ti denunci. Ideale per il chitarrista tecnologico che sogna ancora il muro di suono, ma con l’app del metronomo aperta sul telefono.
💲Prezzo? Circa €400-430.


🎛️ Boss PX-1 Plugout FX — BOSS torna a far parlare di sé con un pedale “caricabile”: puoi letteralmente cambiare l’effetto come se fosse un plug-in, scaricando patch e algoritmi via app. Chorus oggi, delay domani, fuzz dopodomani — e senza occupare spazio extra in pedaliera. Esteticamente sobrio, ma concettualmente futurista: un piccolo multiverso sotto il piede.
💲Prezzo? Circa €230-250, a seconda dei rivenditori.

Boss PX-1

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🗓️ PROSSIMI APPUNTAMENTI
Promo, eventi e nuove uscite in arrivo.

Ci vediamo al SHG di Milano!


Sabato 1 e domenica 2 novembre saremo presenti a uno degli eventi più importanti dedicati alla chitarra, al basso e alla musica suonata: il SHG di Milano.


Una fiera storica che riunisce espositori, strumenti da sogno, demo, clinic e artisti da tutta Italia.


📍 Ci trovi allo stand Dantone, Secondo piano – Arena 1, stand 3

🕒 Appuntamenti: sabato e domenica alle ore 15:00

Nessuna scaletta, nessun programma rigido. Solo l’occasione perfetta per incontrarsi, conoscersi di persona e chiacchierare un po’ di musica, dal vivo.


Se sei a Milano o nei dintorni, passa a salutarci!

INFO FIERA

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📚 CULTURA CHITARRISTICA
Aneddoti e storie dalla tradizione della chitarra.
di Paola Colombo

Tre giovani problematici che farebbero di tutto pur di non andare in terapia

Gente che spacca le chitarre 🎸🔨💥🔥

Non si sa bene perché, ma nella storia del rock a un certo punto la gente ha cominciato a sfasciare gli strumenti. Oggi, per farci un po' del male, passiamo in rassegna i più famosi distruttori di chitarre, senza stare a chiederci se abbiano mai seguito un corso di gestione della rabbia o a quanti multipli del nostro reddito annuo corrispondano gli oggetti immolati.


Diverse fonti indicano Pete Townshend degli Who come colui che per primo distrusse la sua chitarra. Falso: altri lo avevano già fatto prima, ma mai in modo così sistematico.

Ma tant'è: è il 1964, lui e la band stanno suonando a Londra quando improvvisamente, mentre dimena la sua Rickenbacker alla ricerca del feedback perfetto, la paletta si pianta nell'intonaco del soffitto (fottuti soffitti bassi dei club inglesi!). Per estrarla ci rimette mezzo manico. Sarà la vista del moncherino, saranno le risatine del pubblico, ma gli sale il crimine e trasforma la Rickenbacker in un Ravensburger da mille. Un incidente? Sì, ma poi ci prende gusto e da lì in avanti le chitarre a cadere sul campo di battaglia saranno centinaia.


Dopo Townshend, la pratica diventa contagiosa come le malattie veneree ai festival rock di quegli anni. A proposito: immagina di essere al Monterey Pop Festival il 18 giugno 1967. Niente malattie veneree, solo un paio di trip fra amici. Intravedi del fuoco. Ma allora è vera quella cosa dei draghi! E invece no, perché sul palco un tizio sta realmente dando fuoco alla sua Strato col liquido dello Zippo – non prima di averci simulato un rapporto sessuale. Poi sventola quella torcia che ancora emette suoni dall'altro mondo e la sfracassa al suolo. Il tizio è Jimi Hendrix e hai appena assistito a un rito sacrificale. E Pete Townshend muto.


Il nichilismo punk immola svariate altre chitarre, poi arrivano i disillusi anni ’90, e il gesto passa da rituale liberatorio a sfogo esistenziale. Kurt Cobain, coi Nirvana, trasforma la distruzione della chitarra in un’estensione della propria disperazione. Sembra che combatta più contro sé stesso e i propri demoni che contro la sua Jaguar o la sua Mustang, lasciando spesso nel pubblico un orribile senso di presagio.


E in Italia? Da noi questi fenomeni sembrano liberamente tratti dai film dei fratelli Vanzina. Alberto dei Verdena sui social chiede ai fan di prestargli una Jaguar per il concerto del giorno seguente, dopo aver sfasciato la sua facendo i capricci per presunti problemi tecnici. Brian Molko dei Placebo, ospite con la band del Sanremo della Carrà (fa già ridere così), si rende conto troppo tardi del trappolone nonsense in cui è cascato, schianta la Strato in segno di protesta contro il playback e fa incazzare tutti. 


La verità è che in ognuno di noi vive un potenziale serial killer di chitarre, specie quando il Sol si scorda o il plettro cade nella buca. Meno male che il mutuo e le bollette ci trattengono.

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🗳️ IL SONDAGGIO DEL MESE
La tua opinione conta: partecipa al sondaggio!

Eccoci all'appuntamento con la consultazione popolare dei Guitar-Nauti, scopriamo i risultati dello scorso sondaggio e poi lanciamo quello di questo mese.

Il risultato sulle abitudini di ascolto ci ha onestamente sorpreso: quasi il 50% ascolta su mp3/streaming, ritraendo una community fortemente orientata alle nuove tecnologie. Il CD si piazza in seconda posizione, mentre i feticisti del vinile rimangono rilevanti con quasi un quarto del totale.

Il nastro (cassetta), con il 3,4%, sembra essere oggi solo roba per sadomasochisti che si divertono a riavvolgere con la penna il nastro fuoriuscito.

Ed ecco il sondaggio di questo mese:

Di dove viene la tua musica preferita?


(Italia, UK, US)

VOTA - CLICCA QUI!

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🎵 ULTIME DAL MONDO DELLA MUSICA
Novità e notizie fresche dalla scena musicale.
di Andrea Di Chiara

Rolling Stone si fonde con Vibe


Rolling Stone ha annunciato la fusione con Vibe, storica rivista dedicata a hip-hop e R&B.


L’obiettivo è unire due mondi che, fino a poco tempo fa, sembravano correre su binari separati: il rock e la cultura urbana.


Il nuovo polo editoriale punta a espandersi oltre la carta, tra podcast, video, eventi e format digitali, per parlare a un pubblico sempre più trasversale.

Speriamo solo che fan di rock e hip hop non si prendano a cazzotti.


Gibson & Epiphone celebrano “Ritorno al Futuro” con una collezione speciale


In occasione del 40° anniversario del film cult "Ritorno al Futuro", Gibson ha lanciato una linea limitata di chitarre ispirate al film, e accanto al modello top-di-gamma della Custom Shop è comparsa anche una versione più accessibile firmata Epiphone.


Finiture vintage in “Cherry Red”, hardware dorato, dettagli cinematografici e numeri rigorosamente limitati (88 esemplari per la Custom, 1.985 per l’Epiphone) rendono la serie un oggetto da collezione tanto per chitarristi quanto per fan del cinema. Preparati a correre e suonare facendo la spaccata.

"(What’s The Story) Morning Glory?" compie 30 anni


Il 2 ottobre 1995 usciva il secondo album degli Oasis, e a trent’anni di distanza possiamo dire che non è solo un anniversario: è un pezzo di storia.


Con brani come Wonderwall, Don’t Look Back in Anger e Champagne Supernova, i fratelli Gallagher trasformarono un disco britpop in un manifesto generazionale, capace di segnare un’epoca e di ridefinire il suono dei ’90.


Per celebrare i trent’anni, è in arrivo una Deluxe Edition con versioni acustiche inedite, vinili da collezione e un nuovo artwork restaurato dai master originali. Ci sembra insomma di capire che alla fine l'hanno vinta loro, la battaglia coi Blur.

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🖊 LA CITAZIONE DEL MESE

È un pezzo di legno

con sei corde,

e funziona.

Angus Young

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🔜 Alla prossima!


Questo era il numero di questo mese del nostro Magazine, ma ne arriveranno molti altri! Periodicamente ti aggiorneremo con nuove uscite, eventi, consigli e piccole/grandi chicche dal mondo della chitarra.


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Claudio e Staff di Lezioni-Chitarra.it

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