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Rieccoci, dopo un periodo di "silenzio" di qualche settimana, il Magazine n°10 inaugura ufficialmente la nuova stagione didattica
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#10

Settembre  2026

Una rivista periodica sotto forma di newsletter

Indice
02
Editoriale
Pensieri e riflessioni del mese.
07
Guitar-Nauti del Mese
I nostri studenti e le loro storie.
09
Ultime dal Blog
Approfondimenti e articoli dal nostro sito.
10
Strumenti del Mese
Le novità più interessanti in fatto di gear.
12
Novità dal sito
Promo, nuove funzioni e corsi in arrivo.
13
Cultura Chitarristica
Aneddoti e curiosità dalla storia della chitarra.
14
Il Sondaggio del Mese
Dicci la tua opinione e partecipa.
15
Ultime dal Mondo della Musica
Notizie fresche dal panorama musicale.
16
La Citazione del Mese
Una frase ispiratrice per chi ama la chitarra.
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1

✍️ Editoriale
Pensieri e riflessioni del mese.
Claudio Cicolin
di Claudio Cicolin

Impari, studi, ti eserciti o suoni?


Caro/a Guitar-Nauta,

benvenuto su questo nuovo numero del Magazine e sull’editoriale, dove ci prendiamo qualche minuto per riflessioni libere, che parlano di chitarra ma anche di vita, partendo dalla mia esperienza personale ed estendendosi, si spera, anche a quella di chi legge.


In quello di oggi vorrei affrontare il tema dell’apprendimento nell’età adulta. Come al solito può essere che la prenda un po’ alla larga, ma poi arrivo al punto, fidati di me! Cominciamo.


Dal mio punto di vista, le persone si dividono in due grandi categorie: da una parte quelli secondo cui l’inizio dell’anno cade a gennaio, come dev’essere, seguendo il naturale corso del calendario solare.


Dall’altra quelli con la sindrome di Peter Pan, che non hanno mai pienamente superato l’età adolescenziale, la cui vita è scandita ancora rigorosamente dal calendario scolastico.


Io faccio orgogliosamente parte della seconda categoria, l’unica che ai miei occhi abbia senso. Siamo onesti: chi si metterebbe mai a gennaio a fare programmi e buoni propositi, quando siamo ancora composti per tre quarti da pandoro o panettone? 

Eppure c’è chi lo fa.

E tu, caro lettore, in quale delle due categorie ti schieri?


Al di là dell’inclinazione personale, Lezioni-Chitarra.it è una scuola di chitarra online, come sancito dalla stessa community dei Guitar-Nauti col Sondaggione di qualche mese fa. 


È dunque fisiologico che i tempi vengano scanditi dall’anno scolastico, e settembre sia il mese in cui si riprendono le attività, si compone il calendario, si presenta la stagione didattica, ed è proprio quello che ci apprestiamo a fare con questo numero del magazine.


Ammetti di avere anche tu la Peter Pan Syndrome, caro Guitar-Nauta.

2



La natura “scolastica” di ciò che facciamo pone però un punto estremamente interessante, ovvero il rapporto adulto con l’apprendimento.

In età scolare imparare è infatti un obbligo, e praticamente tutti lo prendono e accettano in quanto tale. 


Il fatto di essere delle spugne ambulanti (non inteso come attitudine ad alzare il gomito eh, ma di assorbire tutte le informazioni che arrivano dall’esterno) è la normalità, anche se imposta dall’alto.


Diventando adulti, tanti sviluppano invece una vera e propria insofferenza verso qualsiasi tipo di imposizione, inclusa quella dell’apprendimento.


In altre parole, la maggior parte di noi si lascia volentieri alle spalle quella condizione “di inferiorità”, in cui bisogna soltanto tacere, ascoltare, e imparare da chi ne sa più di noi in un dato ambito.


C’è probabilmente anche una componente di orgoglio: quando si è persone formate, diventa più difficile mettersi in ricezione e accettare la condizione di studente.


Qualcosa tipo “Hey, ci sono già passato a suo tempo da scuola, quindi ora no, grazie!”.

O ancora, un po’ più alla De Niro in Taxi Driver, “L'hai detto a me? Stai parlando con me? Con chi credi di aver a che fare?!”.


Questo ovviamente non vale per tutti ma, nella mia esperienza, si tratta di un’attitudine molto comune. Ed è un grandissimo errore. 


La modalità “studente” è un asso che non dovrebbe mai sparire dalla nostra manica.

Lo sa bene la maggior parte dei chitarristi e musicisti di livello top, che non smette mai di considerarsi in fase di apprendimento.


Come è noto, il grande Randhy Rhoads, chitarrista di Ozzy Osbourne, era solito prendere lezioni da insegnanti locali quando era in viaggio in tour, ed era già una stella del firmamento mondiale.


Soprattutto se si pensa a quanto è vasto il repertorio e linguaggio della chitarra, non è difficile capire come non si finisca mai di imparare, e l’unica condizione sensata è indossare il ruolo dell’eterno studente.


IMPARARE, STUDIARE, ESERCITARSI O SUONARE?


Tu quale delle quattro cose fai quando prendi in mano la chitarra, caro lettore?

Pensi di star imparando, studiando, esercitandoti o suonando? Si tratta di un dettaglio non da poco, che dice molto di noi e di come siamo fatti.


A tal proposito, ti voglio rivelare un piccolo dietro le quinte.


Ogni volta che stiamo scrivendo qualche newsletter, lezione o comunicazione rivolta ai Guitar-Nauti, io e Andrea Di Chiara (uno dei miei più fidati collaboratori e redattore anche qui sul Magazine), finiamo spesso nello stesso cul de sac: lui stende una bozza in cui parla di ciò che proponiamo di “studiare”; io la leggo e storco il naso proprio per quel termine, studiare. 


E gli chiedo, “Ma siamo sicuri che le persone definirebbero studio quello che fanno su Lezioni-Chitarra.it?”.

Può sembrare una mera questione terminologica ma non lo è: dietro le parole studiare, imparare, esercitarsi e suonare, ci sono filosofie e visioni totalmente diverse di quella stessa attività. Veri e propri mondi paralleli.


Purtroppo non ci è venuto in mente di inserire una relativa domanda nel Sondaggione: poco male, la metteremo nel prossimo.

3

Tranquillo Robert, non ce l'abbiamo con te.


Sono comunque abbastanza certo che nella community siano ben rappresentate tutte e quattro le categorie. Vediamo rapidamente cosa si nasconde dietro ciascuna.


Imparare - Chi pensa di star imparando è in una condizione totalmente aperta al nuovo, e mette l’accento sul risultato finale, sul diventare una versione migliore di sé stessi, più completa. A prescindere dal come.


Studiare - Simile,  ma con un distinguo chiaro: chi è nel gruppo precedente è disposto a imparare in qualsiasi modo, anche per imitazione, anche senza una reale comprensione. Chi studia invece vuole capire, e lo vuole fare in un modo codificato, scientifico.


Esercitarsi - Molti interpretano il momento con la chitarra in mano come una sessione di esercizio, analogamente a come si fa in palestra. Si tratta di un approccio performativo che, come i due precedenti, mira ad un miglioramento, mettendo però l’enfasi sull’aspetto tecnico, di efficienza delle nostre mani. È una visione muscolare ma richiede anche una parte mentale e di motivazione molto forte.


Suonare - Dei quattro è l’approccio meno pensato, più ludico e per questo forse il più diffuso. “Io voglio solo suonare”, pensa il suo fautore. Paragonato agli altri, potrebbe sembrare meno dignitoso, ma non è affatto così: si tratta anzi di quello che si riallaccia più direttamente alla musica come passione e come forma di espressione.


Ovviamente queste quattro sono stilizzazioni e raramente qualcuno si incasella in modo totale e meccanicistico nell’una o nell’altra.


Io ad esempio amo considerarmi un po’ un misto delle quattro, e credo sinceramente di esserlo davvero. In alcuni momenti viene fuori l’attitudine più razionale, in altri la pura e semplice voglia di prendere in mano la chitarra e suonare quello che mi va in quel momento.


Credo fermamente che ognuno di questi approcci sia valido, e che non ne esista uno migliore in assoluto. La cosa importante è che ciascuno di noi trovi il proprio, personale, che costituisca la chiave per trarre massima soddisfazione da questa passione.


Come immaginerai, per noi di Lezioni-Chitarra.it, capire e saper interpretare la visione e le esigenze di queste categorie è qualcosa di fondamentale. Ci consente di parlare la stessa lingua di chi ci segue. 

Ed è questo il motivo per cui è così difficile: ci sono visioni e obiettivi anche molto diversi.


4



Ma ormai lo facciamo da anni e, pur assistendo ad un continuo panta rei di mutazione nella fisionomia del nostro pubblico, crediamo di aver individuato la giusta miscela per fare proposte sempre più adeguate, che permettano ai nostri studenti, per quanto diversi, di migliorarsi.


MIGLIORARE: È OBBLIGATORIO?


Su questo punto si consuma una delle battaglie più roventi tra una vecchia guardia di insegnanti vs. una più nuova. Hai presente il classico insegnante di una volta, quello che dopo pochi minuti stabiliva se avevi o meno talento, e dunque se valeva la pena/eri degno di continuare a suonare?


Ecco, per quella categoria di insegnanti, purtroppo ancora massicciamente presente oggi, il miglioramento tangibile e immediato è l’unica strada percorribile.


Ti voglio raccontare un aneddoto personale, con un mio studente di molti anni fa, quando ancora facevo lezioni di persona, che a suo tempo mi ha fatto riflettere molto.


Per fartela breve, questo studente è venuto a scuola per 3 o 4 anni e non ha praticamente mai mostrato alcun segno di miglioramento concreto. 


Lezione dopo lezione, dovevo sistematicamente ripartire come da capo.


Ovviamente la prima cosa per me è stata mettere in discussione il mio approccio: sto sbagliando qualcosa?


Eppure, pur cambiando strategia, metodi, programmi, il suo miglioramento era sempre prossimo allo zero.

Inutile dire che con altri studenti invece i progressi si vedevano eccome.


Date le premesse mi aspettavo che, da un momento all’altro, smettesse di venire a lezione. Invece no, al contrario, non mancava una settimana e si presentava puntuale, sempre più motivato.


Poi ho capito che i casi erano due:

1) avrebbe fatto qualunque cosa pur di passare del tempo lontano da sua moglie;

2) suonare la chitarra e venire a lezione, semplicemente, lo divertiva. Era qualcosa che lo faceva stare bene.


Probabilmente la verità stava un po' nel mezzo,


Ecco, scherzi a parte, quell’esperienza è qualcosa che mi ha aiutato a definire molto il mio rapporto di insegnante col tema del miglioramento. 

Continuo a rimanere convinto che migliorare debba essere l’obiettivo principale, il faro da seguire.

Ma sai che c’è? Che ognuno lo faccia con modi, dinamiche e tempi suoi, anche completamente differenti.

Randy Rhoads: guitar-hero ma eterno studente.

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La curva di apprendimento è diversa per ciascuno, e nessuno ha il diritto di stabilire per conto nostro che non valga la pena continuare.


L’elemento irrinunciabile è invece quello del benessere; questo è ciò che non capiscono tanti professoroni insegnanti della vecchia scuola: mille volte meglio un miglioramento blando e distribuito nel tempo ma fatto serenamente e coltivando la propria passione, che uno più visibile ma vissuto con stress e frustrazione.


 E QUINDI? QUALI STRADE PERCORRERE?


Ebbene! Abbiamo appena visto come tutto, quando si parla di apprendimento, sia estremamente soggettivo: studiare vs suonare, dinamiche diverse, tempi diversi, curve di apprendimento diverse.


Figuriamoci se poi parliamo di programmi e percorsi da seguire.

A tal proposito, negli ultimi mesi ci siamo interrogati molto su quali strade percorrere con i nuovi corsi e la didattica su Lezioni-Chitarra.it


Più in basso nel Magazine, nella sezione dedicata, andiamo a presentarti le novità già calendarizzate per i prossimi mesi.


Ma al vaglio ci sono anche tante altre idee, stiamo cercando di capire quali argomenti potrebbero venire apprezzati maggiormente dai nostri studenti.


Sappiamo di per certo che alcuni temi classici, come rock o blues, riscuotono sempre molto interesse.


Abbiamo quindi davanti a noi un paio di opzioni diverse, una sorta di bivio: continuare nel solco di questi interessi, andando ad approfondirli, oppure aprire nuovi capitoli, con temi magari più di nicchia ma non per questo meno interessanti?  


Mi riferisco ad esempio a generi e stili come la chitarra flamenco o bossanova, o fusion, oppure sottocategorie dell’hard & heavy, o ancora linguaggi acustici come il flatpicking.


Sono davvero solo esempi, se c'è una cosa che non manca nella vicenda della chitarra sono le sfaccettature, le nicchie, i sottogeneri e gli stili.


Ma a prescindere dalle singole scelte che faremo, la cosa più importante e preziosa sarà riuscire a proporre una didattica sempre più compatibile con la "visione" o filosofia di ciascuno, quale che sia, delle quattro viste in questo editoriale.


È una sfida in cui crediamo.


Questi dunque i quesiti aperti al momento. 

Dacci la tua opinione, rispondendo a questo messaggio. Quali corsi/direzioni ti interesserebbero di più? Saresti più favorevole ad approfondire maggiormente temi già trattati oppure aprirne di nuovi?


Scrivici e ti leggeremo senz’altro molto volentieri!


Ora, come al solito, lascio la parola al resto del Magazine, ci sono tante cose che abbiamo da raccontarti.


Buona lettura!


Con affetto, Claudio


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🎙️ GUITAR-NAUTI DEL MESE
I protagonisti della nostra community.

Conosciamo Oscar

Nome?

Oscar Moroni

Età?

65

Da dove vieni?

Falconara Marittima (AN)

Da quanto tempo suoni?

Suono da 6 anni.

Acustica o elettrica?

Direi elettrica.

Genere/artisti preferiti?

Jazz-Rock, jazz, Rock-Progressive, Blues, Irish traditional, Indo-Jazz-Fusion. I miei artisti preferiti sono John McLaughlin, Marc Ribot, John Tropea, Ralph Towner, John Scofield, Wes Montgomery...

Suoni da solo o hai una band?

Suono da solo e a casa.

Un tuo punto di forza sulla chitarra?

Conosco bene qualche assolo.

Un tuo punto debole?

Gli arpeggi e alcuni accordi complessi di 9°, 11° e 13°.

Segui corsi di Lezioni-Chitarra.it? Quali?

Seguo le lezioni di Claudio.

Racconta in breve la tua strumentazione.

Ho una Gibson Firebird Reverse del 2009 made in Nashville, una Fender Telecaster made in California del 2008, una Fender Stratocaster made in Mexico. 

Come effetti ho il Tube Screamer Ibanez, Oversize Behringer, Wah-Wah Cry Baby, Little Muff Electro-Harmonix, Delay-Loop Canyon Electro-Harmonix.


Ho un ampli Fender Junior valvolare e un Vox portatile con effetti vari incorporati.

Racconta il tuo rapporto con la chitarra

Possiamo definirlo un rapporto di odio e amore, in base anche alle difficoltà del brano.

Racconta un breve aneddoto o curiosità su te e la chitarra

Suono di rado, dipende molto dallo stato d'animo. Se ho delle preoccupazioni che mi assillano o se sono giù di morale non ho assolutamente voglia di prendere in mano uno strumento.

Di suonare in pubblico, poi, non se ne parla, indipendentemente dal fatto che io sia felice oppure no.

Sono abbastanza esigente con me stesso e quindi spesso mi auto-condanno, anche per questo motivo non amo suonare neanche davanti ad un ristretto numero di persone.

Cosa potresti dire che sia d’ispirazione per altri?

Consiglierei loro di iniziare ascoltando dell'ottima musica, di documentarsi sui generi musicali e sugli artisti, di andare ai concerti. Successivamente, di studiare uno o più strumenti.

Programmi per il futuro?

Continuare a suonare e, se possibile, a registrare brani nel mio home-studio.

Fai un saluto ai Guitar-Nauti.

Greetings to all guitar enthusiasts!


Oscar



7

Conosciamo Marco

Nome?

Gino Fortunato

Età?

65

Da dove vieni?

Novi Ligure

Da quanto tempo suoni?

Suonavo la chitarra da giovane e poi saltuariamente. Ora avendo dimezzato i miei impegni ho ripreso la chitarra cercando di recuperare. Mi diverto soprattutto col Blues.

Acustica o elettrica?

Sia acustica che elettrica.

Genere/artisti preferiti?

Tutto il Jazz dagli albori agli anni '90 (grosso modo), il Blues classico ed elettrico.

Suoni da solo o hai una band?

Da solo, talvolta con amici.

Un tuo punto di forza sulla chitarra?

Nessuno.

Un tuo punto debole?

Mi manca la lettura a prima vista sullo spartito.

Segui corsi di Lezioni-Chitarra.it? Quali?

Il corso Blues Facile di Claudio e poi molto a macchia di leopardo su internet. 

Racconta in breve la tua strumentazione.

Ho una Guild e una Soundsation, che sono semi-acustiche, ho una Yamaha acustica, una Suzuki a 12 corde e un banjo.


Racconta il tuo rapporto con la chitarra

È lo strumento che ho sempre desiderato, sin da bambino, ma che mi è sempre stato negato. Ora cerco di recuperare, con quel poco di tempo rimasto.

Racconta un breve aneddoto o curiosità su te e la chitarra

Vorrei saper comunicare con disinvoltura improvvisando. Ricordo che non potendo permettermi una chitarra, dai 14/15 anni di età mi illusi di poter imparare il basso suonando su una vecchissima acustica prestatami da un amico, solo con le prime 4 corde. Grandissima frustrazione.

Cosa potresti dire che sia d’ispirazione per altri?

Che l'età non ha importanza se si ha la passione per la musica. Io ad esempio abbino alla chitarra il collezionismo di CD e 78 giri da suonare con grammofono a manovella. 

Programmi per il futuro?

Provare a suonare il blues.

Fai un saluto ai Guitar-Nauti.

Forza ragazzi che questi ci sanno fare e possono insegnarvi parecchio.


Gino



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📝 ULTIME DAL BLOG
Gli articoli più recenti dal nostro sito.

3 errori fatali nella chitarra country


Se siamo abituati a suonare in contesti rock avremo quasi sicuramente delle abitudini che stridono con il country. In questo articolo vediamo come rimediare con stile!



Il vero Eric Clapton


Claudio rispolvera la fantastica All your Love di John Mayall con Clapton alla Gibson, e ci mostra come unire le parti ritmiche a quelle soliste.



Accordi, ritmo e linguaggio del Jazz-Blues


Vittorio Distefano nella puntata della rubrica "groove the harmony" ci spiega la progressione Jazz-Blues dal punto di vista rtmico e armonico.



Il miglior chitarrista di ogni genere


Claudio prova a classificare, per quanto sia difficilissimo, tutti i chitarristi in base ai 10 stili e generi musicali diversi. 




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🎸 Strumenti del Mese
Novità di chitarre, ampli ed effetti più interessanti.
Matteo Pellizzola
di Matteo Pellizzola

Fender 75th Anniversary American Pro Custom.

L'abbiamo appena detto, settembre porta con sé il rientro a scuola, la solita routine, le giornate che si accorciano sensibilmente e, con tutto questo, arrivano anche i buoni propositi: c'è chi si promette di iscriversi in palestra, chi di risparmiare… e chi decide che una nuova chitarra è esattamente ciò di cui ha bisogno.


🎛️ Fender 75th Anniversary Telecaster - per festeggiare i 75 anni della Telecaster, Fender mette mano a uno dei suoi modelli più iconici con una collezione che guarda al passato ma strizza l’occhio al presente. Tra le varie versioni spicca la American Professional Custom, con corpo in ontano, top in acero fiammato, due pickup V-Mod utilizzabili anche in serie tramite il pulsante "push-pull" sul pomello del tono. Una Telecaster elegante e celebrativa... che si fa ancor più bella di quanto lo sia già un modello standard.
💲Prezzo? Circa €2.900 (per la American Professional Custom)


🎛️ MXR Flanger/Doubler M226R - dal vecchio rack degli anni ’70-’80 alla pedaliera: MXR ripropone in formato compatto il famoso Flanger/Doubler M-126, reso celebre anche da Dimebag Darrell dei Pantera. Circuito analogico a tecnologia BBD, modalità flanger e doubler per rendere il suono ancora più spesso e largo senza complicarsi troppo la vita. Un tuffo nel passato che, in realtà, può essere ancora molto moderno.
💲Prezzo? Circa €330-350.

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🎛️ Baum Leaper Stage - una piccola realtà danese (Baum Guitars) realizza chitarre in piccoli lotti cercando di unire linee moderne e costruzione tradizionale. L'acustica del 2026 è una nuova evoluzione della Leaper Stage: cassa dreadnought con tavola in abete Sitka massello, fondo e fasce in palissandro indiano massello. L'incatenatura del body ad X rinforzata è stata spostata verso il manico per avere più volume e migliore risposta dinamica. La chitarra è amplificata con un ottimo sistema Fishman. Una chitarra dall'animo freddo, ma dal sound molto caldo.
💲Prezzo? Circa €2.000.


🎛️ Orange Baby Terror - Orange prende il classico chassis delle sue testate e ci mette dentro 20 watt a stato solido, equalizzatore a tre bande ed una comodissima uscita bilanciata. Riverbero? No: qui niente riverbero, ma un curioso interruttore “Tubby” per dare più corpo ai suoni puliti e un boost attivabile a pedale per quando si vuole spettinare gli spettatori in prima fila. Piccolissimo, leggero e pronto per lo studio, la sala prove e i piccoli palchi: praticamente l’amplificatore che puoi portare in giro senza chiamare il fisioterapista.
💲Prezzo? Circa €230.


🎛️ Strymon TimeLine MX Multi Delay - uno dei grandi classici delle pedaliere torna in una nuova veste: dodici delay in un solo pedale, con la possibilità di utilizzarne due contemporaneamente; un nuovo riverbero; un looper stereo che registra fino a cinque minuti e collegamenti MIDI/USB-C. In pratica una fantastica svecchiata al TimeLine… e molto molto altro. È il pedale perfetto per chi, davanti alla domanda “ma ti serve davvero un altro delay?”, preferisce non rispondere.
💲Prezzo? Circa €700.

Strymon TimeLine MX.

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📣️ Novità dal sito
Promo, nuove funzioni e corsi in arrivo.
Andrea Di Chiara
di Andrea Di Chiara

Tutte le novità della nuova stagione


La nuova stagione di lezioni-chitarra.it parte letteralmente da oggi e nei prossimi mesi ci aspettano già diverse novità. Tra nuovi corsi, aggiornamenti del catalogo e qualche piccola modifica al sito, ecco cosa stiamo preparando.


Un nuovo... Orecchio!


Partiamo da un corso che potresti conoscere già: Orecchio, pubblicato oltre 12 anni fa!


I contenuti sono ancora estremamente validi, ma la qualità dei video cominciava a essere un po’ datata. Così nelle ultime settimane ci abbiamo rimesso mano: abbiamo registrato nuovi video, aggiunto un modulo, aggiornato i contenuti e preparato una vera e propria versione 2.0, che sarà disponibile a partire da sabato 12 settembre.


È un lavoro che abbiamo già fatto con altri corsi e che ci piace particolarmente: continuare a migliorare ciò che è già nel catalogo, correggendo eventuali errori, aggiornando i contenuti e rivedendo, quando serve, anche i materiali PDF.


E se hai già acquistato Orecchio, troverai automaticamente la nuova versione nella tua area didattica, senza dover pagare nulla. Per chi invece non lo conosce ancora: è un corso di livello principiante-intermedio e il 12 settembre arriverà con un prezzo speciale di lancio. Non perderti le prossime comunicazioni!

Due nuovi corsi in arrivo


Nei prossimi mesi arriveranno anche due nuovi corsi. 

A ottobre pubblicheremo Accordi Vol. II di Antonio Paone Lumastro, il seguito del primo volume uscito ad aprile e che ha riscosso un successo enorme. È il primo percorso del nostro catalogo sviluppato in due volumi, pensato per proseguire e approfondire il lavoro iniziato con il primo corso.


A novembre, invece, ci sposteremo verso un territorio che finora abbiamo esplorato meno: la chitarra Jazz Blues. Sarà un corso piuttosto specifico, dedicato a tale linguaggio e ai suoi elementi caratteristici, e porterà con sé anche una novità: un nuovo insegnante che entrerà a far parte della nostra squadra.


Sono due corsi molto diversi tra loro, rivolti ad un livello intermedio-avanzato.

Una piccola/grande novità nei video


Uno dei punti di forza della nostra didattica è sempre stata la profondità: non cerchiamo di concentrare tutto in video di pochi minuti, ma di prenderci il tempo necessario per affrontare gli argomenti con calma e nel modo più completo possibile.


Abbiamo però raccolto il suggerimento di alcuni di voi e cominciato a inserire nei video dei capitoli, che indicano i diversi argomenti affrontati all’interno della lezione.


In questo modo, se stai cercando un passaggio specifico, puoi individuarlo subito e andarci direttamente, senza dover scorrere avanti e indietro nel video. Questo permetterà di avere anche una connessione più chiara e diretta con la struttura dei pdf.


Il lavoro è piuttosto lungo: i corsi in catalogo ormai sono tanti e inserire i capitoli in tutte le lezioni richiederà un po’ di tempo. Potresti quindi cominciare a trovarli già da subito in alcuni corsi, mentre nelle prossime settimane li aggiungeremo progressivamente anche agli altri.


Insomma, di cose da fare per i prossimi mesi non ne mancano. Tra nuovi corsi, aggiornamenti e qualche novità che arriverà strada facendo, settembre per noi è già ripartito a pieno ritmo. Ci vediamo nell'area didattica!

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📚 Cultura Chitarristica
Aneddoti e storie dalla tradizione della chitarra.
Paola Colombo
di Paola Colombo

Gli Yardbirds e il cinema: quando Antonioni

fece distruggere una chitarra a Jeff Beck

"Michelà, stai fermo lì che te la spacco sulla testa" - Jeff Beck

Sono passati sessant'anni da quando, nel 1966, Michelangelo Antonioni arrivò a Londra per girare Blow-Up, film destinato a diventare uno dei simboli della controcultura. Riguardarlo oggi significa aprire una capsula del tempo: moda, sesso, arte, locali, modelle leggendarie, il tutto sulle musiche di Herbie Hancock.

Ma a noi interessa soprattutto un'altra presenza sulla pellicola: quella degli Yardbirds. Come vedremo, però, non si tratta del solito cameo della rockstar del momento piazzato lì per ingraziarsi il pubblico, ma di una presenza funzionale al tema stesso del film.


Avrebbe voluto gli Who

Antonioni era rimasto affascinato dal rituale iconoclasta con cui Pete Townshend distruggeva le sue chitarre sul palco, e avrebbe voluto riproporlo nella scena ambientata in un club del suo film. Aveva inizialmente puntato proprio sugli Who, ma la trattativa saltò e furono considerate altre band. Il 23 settembre Antonioni vide gli Yardbirds alla Royal Albert Hall, dove aprivano per i Rolling Stones, e decise che facevano al caso suo. Tempismo notevole: quella sera sul palco c'erano contemporaneamente Jeff Beck e Jimmy Page alle chitarre - una coincidenza astrale destinata a durare una manciata di settimane e fotografata da Antonioni proprio mentre stava per diventare storia.


"Faccio quello che vuoi, ma la Les Paul non si tocca"

Nel film gli Yardbirds suonano Stroll On, rielaborazione di Train Kept A-Rollin'. Nella finzione cinematografica l'amplificatore di Beck comincia a fare le bizze, lui perde le staffe e sotto lo sguardo divertito di Jimmy Page massacra la chitarra contro ampli e palco, per poi lanciarne i resti al pubblico. Tutto molto rock'n'roll.

Però non aveva nessuna intenzione di sacrificare la sua Les Paul del ’54 sull’altare della settima arte: come racconterà anni dopo, il grande regista non sembrava avere ben chiaro il valore intrinseco di un tale oggetto, e si propose candidamente di comprargliene un’altra dopo le riprese. Né questo, né il generoso cachet di ingaggio degli Yardbirds (né tantomeno una già presente tendenza a sfasciare gli ampli quando lo facevano arrabbiare) furono abbastanza per convincere Jeff Beck: il chitarrista tenne il punto e alla fine la produzione gli fornì una manciata di economiche Höfner da mandare al macello.

Iconoclastia sì, ma con un occhio al portafoglio.


Niente è ciò che sembra, nemmeno una chitarra

È qui che la semplice comparsata diventa cinema: Thomas, il protagonista, lotta con la folla per conquistare il manico spezzato, fugge dal locale stringendolo come una reliquia e, appena fuori, lo guarda e lo butta per terra. Un passante lo raccoglie, non sa cosa farsene e lo abbandona a sua volta. Dentro quel club la chitarra è un feticcio per cui vale la pena menarsi; fuori è un pezzo di legno rotto.

Il valore dell'oggetto esiste soltanto nel contesto che glielo attribuisce, e questa è l'idea che attraversa tutto Blow-Up: immagini, oggetti e perfino ciò che crediamo di vedere cambiano significato a seconda di come e dove li guardiamo, e se li vogliamo guardare. La Swinging London, col suo culto dell'apparenza, della moda e della celebrità, diventava così il laboratorio perfetto su cui il regista poteva posare il suo sguardo insieme affascinato e critico.


E Antonioni, mentre raccontava di un fotografo ossessionato da ciò che forse aveva catturato sulla pellicola, finì per fare qualcosa di simile lui stesso: puntò la cinepresa sulla Londra del 1966 e immortalò quasi per caso Beck e Page insieme, proprio nel brevissimo, effimero istante in cui il futuro della chitarra rock era tutto lì, dentro la stessa inquadratura.

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🗳️ IL SONDAGGIO DEL MESE
La tua opinione conta: partecipa al sondaggio!

Eccoci all'appuntamento con la consultazione popolare dei Guitar-Nauti: scopriamo i risultati dello scorso sondaggio e poi lanciamo quello di questo mese.

Vi abbiamo chiesto di eleggere il più grande album di debutto della storia. Una di quelle imprese semplicissime, insomma: basta mettere a confronto mezzo secolo di rock, generi diversi e dischi che hanno cambiato la musica. Cosa potrebbe mai andare storto?

A imporsi sono stati i Led Zeppelin, il cui esordio del 1969 conquista il primo posto con il 36% dei voti. Subito dietro Jimi Hendrix con Are You Experienced, fermo al 32%. Appena quattro punti di differenza tra due debutti che, messi insieme, raccolgono più di due terzi delle preferenze. Gli altri, gentilmente, possono tornare a casa.

Sul terzo gradino troviamo The Piper at the Gates of Dawn dei Pink Floyd con il 16%, non male per questa pietra miliare della psichedelia inglese. Mentre Van Halen si ferma all'8%. Otto per cento. Per il disco che nel 1978 presentò al mondo Eddie Van Halen, che dire.

Ancora peggio va ad Appetite for Destruction dei Guns N' Roses e Script for a Jester's Tear dei Marillion, che raccolgono appena il 4% ciascuno. Ma il vero dramma si consuma in fondo alla classifica: Toto e soprattutto The Doors non prendono neanche un voto. Zero. Vi va bene che Re Lucertola non ha accesso alla pagina dei risultati.

Naturalmente stabilire quale sia il più grande album di debutto della storia è un esercizio, un divertissement. Ma una cosa il sondaggio sembra dirla chiaramente: quando Led Zeppelin e Hendrix entrano nella stanza, per tutti gli altri restano le briciole.

Ed ecco, riprendendo il tema dell'editoriale, il sondaggio di questo mese:

Qual è la tua filosofia/visione, quando prendi in mano la chitarra?


(Imparo, studio, mi esercito, suono)

VOTA - CLICCA QUI!

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🎵 Ultime dal Mondo della Musica
Novità e notizie fresche dalla scena musicale.
Matteo Pellizzola
di Matteo Pellizzola

Il CD non è ancora morto


Sembrava destinato a finire insieme ai videoregistratori e ai telefonini con l’antenna, ma il CD sta vivendo una seconda giovinezza: nei primi sei mesi del 2026, negli Stati Uniti, ne sono stati venduti oltre 16 milioni. Il ritorno è dovuto al collezionismo e alle edizioni speciali dei dischi K-pop; il fenomeno però sembra andare oltre le mode del momento.


Il paradosso? Il CD sta tornando proprio nell’epoca dello streaming e molti dei nuovi acquirenti lo considerano più un oggetto da collezione che un semplice supporto per ascoltare musica.

Insomma, dopo aver inseguito la digitalizzazione, sembra che la tecnologia ci stia riportando al punto di partenza: prima o poi, anche chi ascolta musica inizierà a dire che “l’analogico è meglio del digitale”.


Rispolvera dunque il tuo lettore CD e, già che sei in cantina, cerca anche il mangiacassette!

Ritchie Blackmore riabbraccia i Deep Purple


Dopo 33 anni di assenza, Ritchie Blackmore è tornato sul palco con i Deep Purple. Il 12 agosto il chitarrista fondatore ha raggiunto la band per suonare Smoke on the Water. Del resto, se proprio devi rompere un silenzio così lungo, tanto vale farlo con un riff che a sarabanda si indovina "con una".


Un momento che sembrava francamente impossibile, e che invece è diventato realtà.


Blackmore, da anni impegnato soprattutto con la sua chitarra acustica nei Blackmore’s Night, ha ritrovato i suoi vecchi compagni e la sua stratocaster dove l'aveva lasciata.


Vi invitiamo a ripassare tutto il brano, siamo pronti a scommettere che siano già uscite le TAB del solo live (errori compresi).

Il primo album solista di Tom Morello


Tom Morello pubblicherà il 25 settembre Everyone Gets Everything They Want, il suo primo album solista interamente rock dopo anni trascorsi a sperimentare molto, tra elettronica, collaborazioni, rap e deviazioni di ogni genere.


Il primo singolo è “Date Night”, brano che porta con sé chitarre incandescenti, molta elettronica ed il tipico stile morelliano che ti spettina fin dal primo accordo.


Dai Rage Against the Machine ai progetti più recenti, Morello resta uno dei chitarristi più riconoscibili della sua generazione e, soprattutto, uno dei pochi capaci di far suonare la chitarra con una semplicità disarmante.


Chissà se in questo album farà a meno del suo amatissimo kill-switch.

ASCOLTALO QUI!

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🖊 LA CITAZIONE DEL MESE

Non mi piace sprecare note,

ma mettere quella giusta

al posto giusto.

Johnny Marr

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